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“Metafore per una Comunità generativa : un altro passo in avanti ”

Venerdì 22 si è concluso per quest’anno il percorso de “I Venerdì di Villa Pettini” . L’ultimo appuntamento ha visto tornare come ospite e guida il professor Andrea Pase, educatore e geografo, che ha concluso il tema, anche riprendendo argomenti dei precedenti incontri autunnali sulle metafore e sui luoghi di Villa Pettini. Il nucleo della riflessione del professor Pase si è sviluppato attorno al concetto di piazza, intesa come luogo centrale e generativo per eccellenza. Per spiegare il potenziale racchiuso nei legami comunitari,  ha utilizzato la potente metafora della ghianda: un elemento piccolo, apparentemente semplice, che custodisce però in sé tutto il potenziale necessario per trasformarsi in una maestosa quercia. A partire dal centro ideale della piazza, Pase ha poi tracciato due assi fondamentali che definiscono lo spazio e l’azione di una comunità: L’asse orizzontale: lo sguardo che si allarga, connettendo il locale al globale, dai luoghi di vita quotidiana fino ai confini del mondo. L’asse verticale: un percorso più intimo e simbolico che si muove dalla grotta al paretaio. Quest’ultimo, storicamente un luogo per catturare uccelli, è stato risemantizzato come uno spazio elevato in cui “catturare trappole di senso”, per dare significato e direzione al vissuto comune. Dalle parole si è poi passati all’esperienza vissuta. L’incontro è entrato nella sua fase più intima grazie a una meditazione guidata in grotta, curata dal GCVP. Nel silenzio e nel buio profondo della terra, i partecipanti hanno potuto rallentare, entrando in ascolto del proprio respiro e di se stessi. Un momento di forte impatto emotivo, in cui ognuno è stato invitato ad affidare simbolicamente alla terra i propri pesi, affinché la natura, nel suo instancabile ciclo, possa accoglierli e trasformarli in nuova linfa. La serata si è conclusa all’insegna della convivialità e della bellezza condivisa. Spostandosi sulla terrazza di Villa Pettini, i presenti hanno preso parte a una cena comunitaria. Tra risate, chiacchiere e uno splendido skyline tinto dai colori del tramonto, l’evento ha lasciato nei partecipanti la consapevolezza che per fare un “passo in avanti” come comunità sia necessario sia saper guardare in alto, sia saper affondare le radici nel profondo.